ABA Autismo

IL DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO
Il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Enrico Geraci, in un articolo riferisce che “Quasi l’1% dei bambini è affetto da un disturbo autistico. Per questo motivo è necessario continuare il lavoro iniziato nel 2008 col Ministero della Salute, sottolineando l’importanza di predisporre Linee Guida nazionali come riferimento scientifico per la definizione dei percorsi di diagnosi e di terapia, e dei criteri di organizzazione dei servizi.”
(www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=1098&lang=1&tipo=6)

Anche il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) Americano ha rilasciato nel Dicembre 2009 le ultime statistiche ufficiali
(www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/ss5810a1.htm). Il resoconto ufficiale sui dati nazionali della diffusione dell’autismo conferma che la prevalenza dei disordini dello spettro autistico negli Stati Uniti è dell’ 1 percento della popolazione totale. Nel 2006, invece, lo stesso Centro riferiva che era affetto da ASD 1 bambino di 8 anni ogni 110. Se il raffronto viene fatto con il dato del 2002 si rileva un allarmante incremento di casi di ASD pari 57%.

Il CDC afferma che l’aumento è reale e non può essere CONFUTATO: “…sebbene parte dell’aumento è dovuto a migliore diagnosi, non può essere negato un reale aumento nel rischio di autismo. Un aumento della preoccupazione della società tutta, una continua richiesta di servizi e la recente nuova stima dei dati, sottolinea la necessità di risposte serie e coordinate per migliorare la vita delle persone con disordini dello spettro autistico”.

Paragonabile, quindi, ad uno stato di emergenza, per non dire diffusione della patologia a livello epidemico, l’autismo necessita di validi strumenti per poter essere affrontato e non trattamenti sperimentali di cui non si è comprovata l’efficacia.

LA TERAPIA
Le terapie utilizzate non sono di tipo farmacologico, ma sono programmi di intervento cosiddetti “comportamentali” finalizzati a modificare il comportamento generale per renderlo funzionale ai compiti primari della vita di ogni giorno (alimentazione, igiene personale, capacità di vestirsi), a reindirizzare i comportamenti indesiderati (i così detti comportamenti problema) e a promuovere la socialità delle persone autistiche.

L’efficacia degli interventi terapeutici aumenta se essi sono iniziati precocemente durante lo sviluppo del bambino, per questo nella parte iniziale della presentazione progettuale si parla proprio della volontà, della necessità di indirizzare gli interventi a favore dei bambini autistici.

Gli interventi a cui ci si riferisce si basano sull’Analisi Comportamentale Applicata – ABA.

L’Accademia Americana di Pediatria, nello stilare le linee guide pediatriche americane per l’autismo, nel numero di Novembre 2007 della rivista scientifica “Pediatrics”, dichiara che: “L’ABA si basa sulla misurazione e valutazione oggettiva del comportamento osservabile all’interno dei contesti rilevanti che includono la casa, la scuola e la comunità”.

Anche la S.I.N.P.I.A. – Società Italiana Neuropsichiatria Infantile per l’Infanzia e l’Adolescenza – nel 2005 ha dovuto necessariamente inserire l’ABA come metodo educativo principale per la riabilitazione dei soggetti autistici nelle “Linee guida per l’autismo – raccomandazioni tecniche-operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva”.

I modelli di intervento basati sull’ABA sono gli unici trattamenti che possono dimostrare i loro risultati attraverso il percorso richiesto e preteso dalla comunità medica. L’ABA è validata scientificamente a livello internazionale, al pari di tutti gli altri interventi che rientrano nella “Evidence Based Medicine” (EBM), la medicina basata sull’uso della miglior evidenza disponibile nelle decisioni cliniche. Per contro progressi riportati nell’applicazione di servizi quali il TEACCH non provengono da studi controllati sui risultati dei trattamenti.

I risultati si possono ottenere solo attraverso un duro lavoro intensivo, applicato con rigore scientifico e da personale altamente specializzato, esperto, formato e certificato. L’ABA è un metodo intensivo che deve essere applicato con coerenza e continuità a scuola, a casa e in tutti gli ambienti dove il bambino vive.

Il programma di lavoro deve necessariamente essere stilato da consulenti ABA (certificati dal Behavior Analyst Certification Board – www.bacb.com) dopo una valutazione iniziale presso l’abitazione del bambino e in seguito monitorato ed aggiornato con scadenze regolari.

Le ricerche scientifiche presentano diversi casi di soggetti che, in seguito ad intervento precoce, sono riusciti a seguire un percorso scolastico senza bisogno dell’insegnante di sostegno ed hanno ottenuto a vari test psicologici risultati paragonabili ai coetanei con sviluppo tipico.

Risultati su queste ricerche sono stati replicati nel 2002 e 2005 da autori indipendenti con i medesimi esiti. Ultimo tra questi è stato lo studio scientifico dell’Università di Southampton (UK) del 2007. I risultati conclusivi del progetto (riportati sull’American Journal on Mental Retardation) hanno dimostrato che i bambini che hanno iniziato l’intervento individualizzato in età prescolare (sotto i 5 anni) e che hanno ricevuto un intervento per almeno 30 ore settimanali, da persone competenti, per almeno due anni, nella misura del 90% ha fatto da moderati a grandi progressi.

L’ABA
L’Applied Behavior Analysis (Analisi Comportamentale Applicata) è “una scienza naturale devota alla comprensione ed al miglioramento del comportamento umano in cui le procedure, derivate dai principi del comportamento, sono applicate sistematicamente per migliorare comportamenti socialmente significativi ad un grado rilevante e per dimostrare sperimentalmente che le stesse sono state responsabili del miglioramento del comportamento”. [Cooper, Heron, and Heward (1987)]

Le sette caratteristiche che la definiscono sono:
1. Applicato – si riferisce a comportamenti socialmente significativi;
2. Comportamentale – basato sui dati per essere sicuri che il comportamento dell’allievo sia cambiato;
3. Analitico – una relazione funzionale può essere dimostrata;
4. Tecnologico – può essere replicato basandosi su una descrizione scritta;
5. Concettualmente sistematico- le procedure sono derivate dai principi base del comportamento;
6. Efficace – miglioramenti significativi del comportamento che producono cambiamenti pratici per il soggetto;
7. Generalizzabile – I risultati permangono nel tempo e si manifestano in altri ambienti e si estendono ad altri comportamenti. [Baer, Wolf, and Risley (1968)]

L’ABA può essere applicata ad individui di qualsiasi età per il trattamento dei disturbi pervasivi dello sviluppo, autismo e ritardo mentale, con lo scopo di ridurre i comportamenti problema e promuovere la loro qualità di vita, migliorando le abilità di adattamento, la socializzazione, la comunicazione spontanea, il linguaggio espressivo e ricettivo, le autonomie personali, le abilità cognitive e sociali, le abilità accademiche (disegnare, leggere, scrivere).

Il VERBAL BEHAVIOR
“BF Skinner (1957) propone che il linguaggio sia un comportamento acquisito che viene appreso e mantenuto dallo stesso tipo di variabili ambientali e principi che controllano i comportamenti non linguistici.
Egli definisce il Verbal Behavior (Comportamento Verbale) come “un comportamento che è rinforzato attraverso il comportamento di un’altra persona”. [Cooper, Heron, and Heward (1987)]
Il comportamento verbale implica una interazione sociale tra chi parla e chi ascolta. Questo significa che il comportamento verbale non è sinonimo di comportamento vocale. Un soggetto che non è in grado di parlare può avere un comportamento verbale.

STORIA DELL’ABA-VB
1938: B.F. Skinner scrive il libro intitolato Comportamento degli organismi
1957: B.F. Skinner scrive il libro intitolato Comportamento verbale
1959: Chomsky scrive una critica negativa del libro Verbal Behavior
1960: Lovaas inizia le sue ricerche all’Università della California UCLA con bambini con autismo utilizzando i processi di condizionamento operante (insegnamento per prove discrete – DTT).
1970: Jack Michael (che ha coniato il termine “Establishing Operations”) inizia ad insegnare il VB alla Western Michigan University. Allo stesso tempo, Mark Sundberg, uno studente di Jack Michael, inizia degli studi sul VB con Jack Michael and Jim Partington, prendendo spunto dal libro di Skinner del 1957 ed applicandolo a bambini con autismo per insegnare il linguaggio. 1998: Sundberg and Partington scrivono il libro Insegnare il Comportamento Verbale e creano l’ABLLS Assessment of Basic Language and Learner Skills (ABLLS).
Dal 1990 ad oggi: una gran mole di ricerca viene continuamente pubblicata su riviste scientifiche.

COSA IMPLICA UN APPROCCIO ABA-VB?
1. Applicazione di principi di base dell’analisi comportamentale
2. Specifiche tecniche di insegnamento derivate dalla letteratura sull’ABA
3. Un enfasi particolare sull’analisi del comportamento verbale di Skinner
4. Forte attenzione alle operazioni motivative
5. Insegnamento senza errori
Un programma VB completo si concentrerà su:
1. Motivazione
2. Iniziare il linguaggio (vari livelli di sofisticazione)
3. Rispondere a domande (vari livelli di sofisticazione)
4. Etichettare oggetti, azioni, eventi, proprietà, relazioni,
5. Rispondere ad istruzioni (vari livelli di sofisticazione)
6. Abilità di capacità visuali
7. Abilità di imitazione
E può anche includere componenti quali:
8. Ridurre i comportamenti problema
9. Aumentare i comportamenti appropriati
10. Abilità accademiche
11. Interazione con i pari/socializzazione
12. Abilità di gioco indipendente
13. Autonomie
14. Alimentazione
15. Toilet training

Documenti e risorse sull’ABA-VB sono visionabili ai seguenti link
http://www.emergenzautismo.org/content/section/5/30/
http://www.vbntraining.com/resources/index.asp
http://www.iocresco.it/applied-behaviour-analysis/79-autismo-mariposa-school/236-mariposa-school-manuale-di-formazione-aba-verbal-behavior-per-operatori.html

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